Un regalo inaspettato … o scontato?

 

Mah questo dilemma non l’ho ancora sciolto.

Tutto comincia da un biglietto d’invito ad un matrimonio.

Una mia collega-amica, si sposa, in Sicilia, a Palermo.

Non avevo ancora avuto l’opportunità di visitare questa città,  così prendendo due piccioni con una fava io ed un gruppo di colleghe si decide di partire!

Dopo un viaggio ostacolato da un ritardo dietro l’altro, atterriamo a notte inoltrata, un taxi extra large ci viene a recuperare per portarci ad un b&b. Durante il tragitto sbircio dal finestrino per carpire qualche dettaglio del paesaggio circostante, ormai avvolto dalle tenebre.

Si intravvedono le siluette dei monti, in autostrada  vedo l’indicazione Capaci.

 

Finalmente arriviamo, il proprietario ha l’aspetto un pò assonnato, ma ci accoglie in modo cordiale accompagnandoci alle stanze,  stanze molto curate,  decorate con maioliche. Così dopo esserci sistemate, scambiamo qualche parola per poi abbandonarsi finalmente alle braccia di Morfeo.

La mattina seguente una splendida giornata, sole e cielo terso, quindi si scende per un rapido giro  alla città: visitiamo il mercato di Ballarò, coloratissimo non solo dal punto di vista cromatico, ma proprio per la gente dai toni ed accenti vivaci, ma sempre gentili.  Il mercato sembra una festa: E mangia ! E’ buòno ! ( pizza + dolcetti tipici offerti gratuitamente alle h 9.00  di mattina)

Siamo a fine giugno, il clima è splendido: di giorno l’aria è ancora leggera, fresca la sera, il caldo in questo modo lo si percepisce nella giusta misura.

Decidiamo di far visita a Casa Professa, una delle chiese più belle in stile barocco, da rimanere incantati, è sbalorditivo pensare come delle mani umane siano riuscite a creare un simile splendore d’arte.

Quindi una visita alla cattedrale, i quattro canti.

.E così arriva il pomeriggio ed i preparativi cominciano ad incalzare, preparativi tipici del genere femminile….

Ad un certo punto il cellulare squilla … è la sposa,  ci sta aspettando per le foto  … Appunto!

Ci affrettiamo, non possiamo ritardare e soprattuto farla ritardare.

E così mi avvio per le strade di Palermo, vestita di tutto punto: una tuta blu elettrico (colore molto di moda quest’anno) abbinata ad un paio di sandali con tacco. Con un passo un tantino impacciato, e macchina fotografica in spalla, ci avviamo all’appartamento dove alloggia.

La sposa ci accoglie, con un sorriso radioso, un abbraccio affettuoso di benvenuto ( era un pò che non ci vedevamo), bellissima con il suo abito lungo, bianco, lo sguardo non lasciava trasparire alcun nervosismo.

Il velo bordato in pizzo,  impreziosiva un divano su cui era stato adagiato con cura.

Intanto arrivano amici e parenti che quasi a gara, tentano di raggiungerla per i saluti di rito.

Molto presto mi sono resa conto che la mia presenza poteva essere un tantino imbarazzante, si perché mi trovavo ad incrociare lo sguardo dei fotografi, ma anche quello di qualche invitato ed entrambi sembravano voler chiedere: ma tu che ruolo hai?

Vabbè devo dire che ogni tanto so sfoggiare una discreta faccia tosta, che mi permette di continuare per la mia strada, e così cerco di rompere il ghiaccio scattando le prime foto, poi una volta superata la fase iniziale, tutto comincia ad essere più disinvolto e naturale.

Ad un certo punto il padre della sposa, pienamente calato nel proprio ruolo, mostrandoci l’orologio, ci ricorda che è tardi è ora di avviarsi alla chiesa.

La Chiesa  è quella di S. Cataldo, uno scrigno di bellezza, con le sue tre cupole rosa che si confrontano con il cielo azzurro.

La cerimonia scorre senza tralasciare un pò di commozione, come è giusto che sia, poi tutti a Villa Igiea per il banchetto nuziale.

Nonostante le distanze non fossero su scala astronomica, i tempi sono stati più lunghi del previsto, il traffico palermitano non scherzava, riuscire ad arrivare con l’auto incolume non era certo scontato e così  con un continuo slalom alla fine si arriva!

Giunti alla villa il clima che si respirava era di assoluta tranquillità, un grande terrazzo si affacciava sul porticciolo  e  poi il mare, la vegetazione tipica del luogo era nel pieno della propria esuberanza. La location mi  ricordava un pò gli anni ’50, la dolce vita.  Donne e uomini elegantissimi, molte in abito lungo,  tutto era molto curato in ogni dettaglio.

Una composizione di rose bianche, limoni, edere decorava in tutta la lunghezza, la parte centrale della tavolata. Lampadari  come gioielli.

Quindi ??? Veniamo al punto ! Il regalo

Come potrete immaginare nel corso dell’evento qualche foto l’ho scattata e guardandole a posteriori, mi hanno richiamato ancor di più quell’atmosfera anni ’50 di cui prima parlavo, soprattutto se virate in bianco e nero. Ho quindi deciso di raccoglierle in un album, un album quasi tutto in bianco e nero appunto e di regalarlo agli sposi.

Da me cosa ci si poteva aspettare? Forse un regalo un pò inaspettato, un pò scontato.

Avrà importanza?

 

 

 

 

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