21 novembre

I colori sono grigi,  l’aria più umida che mai, 

ma questa non è una giornata qualunque,

l’aria che si respira è speciale, sà di festa, di mistico, d’incenso.

E’ la festa della Madonna della Salute.

Gruppi di devoti, ma anche non,  si avviano a questa meta come attratti da un’energia particolare;

ognuno con il proprio bagaglio di preghiere, suppliche, speranze, da recitare e raccontare.

Ognuno per accendere la propria candela che dev’essere la migliore dev’essere quella in prima fila.

Il ponte di barche è allestito per l’occasione,  il suo tappeto rosso conduce alla Basilica.

Appena entrati, questo particolarissimo santuario, sembra voler accogliere come un abbraccio i numerosi visitatori che sono venuti  da ogni dove per ammirare la Madonna Nera.

In silenzio si ascoltano litanie, riti antichi, si recitano preghiere, tutto il mondo che sta fuori per una manciata di minuti non ci interessa più.

Ci si immerge in una dimensione diversa, atemporale, seppur di tanto in tanto ci venga da sbirciare chi ci sta vicino, come volessimo intuire il motivo che tanto l’ha spinto a compiere questo pellegrinaggio.

Ancora uno sguardo alla  Madonna con il bambino benedicente e al nostro orologio.

Un segno della croce frettoloso e si ritorna alla vita terrena.

All’uscita banchetti con leccornie dai più svariati gusti e colori:  pronti anche loro a tirarci su, palloncini colorati per intrattenere qualche bambino annoiato e si corre al vaporetto con qualche caramella in tasca, per tornare a casa.

Beh il 21 novembre è un pò tutto questo speriamo che la Vergine tanto amata da noi veneziani ci ascolti, ma soprattutto ci perdoni.

Per saperne di più



Questa festività ancora molto sentita dai veneziani ha origini antiche.

Si riferisce alla grande epidemia di peste bubbonica che interessò tutto il nord Italia tra il 1630-1631.

Venezia fu una delle città maggiormente colpite. Sembra che degli ambasciatori provenienti da Mantova (altra città interessata da questa calamità) vennero a Venezia per chiedere aiuto, nonostante fossero stati messi in quarantena all’ isola di S. Servolo, il contagio avvenne lo stesso, diffondendosi in modo brutale a tutta la città.

Nel solo territorio cittadino vi sarebbero stati 47000 morti.

Il doge Nicolò Contarini ed il patriarca Giovanni Tiepolo organizzarono una veglia di preghiera con la popolazione superstite che durò tre giorni e tre notti. Con la promessa di costruire un tempio votivo se la città fosse sopravvissuta.

Poche settimane dopo la peste subì un’importante regressione per poi scomparire definitivamente nel novembre del 1631

Il governo della repubblica, mantenne la promessa , ogni anno a novembre ci sarebbe stata una processione dedicata alla Madonna che da allora venne chiamata della Salute

Il tempio votivo progettato da Baldassarre Longhèna, venne inaugurato il 21 novembre del 1637.

Venezia è ancora viva !

Forse guardando questa immagine verrebbe in mente apocalypse now.

Oppure tradotto in dialetto veneziano, verrebbe da dire ostrega  cosa nase?

Avete presente quei film catastrofici, con nuvoloni grigio-neri che avanzano impetuosi su città bellissime per ridurle in frantumi? Proprio come quando un preziosissimo bicchiere di cristallo sfugge ad una mano maldestra per sfracellarsi miseramente in mille pezzi sul pavimento.

E invece no ! Niente nuvoloni, niente pioggia.

Questa foto è stata scattata in un bellissimo pomeriggio di sole, ad ottobre.

Non ci credete?   Eppure è così!

Non c’entra nemmeno photoshop, ma un semplice gioco di fuochi. Lascio alla vostra immaginazione  pensare di cosa possa trattarsi.

A guardarla questa foto però, un pò di angoscia la fa venire. Mi ricorda quei sogni turbolenti da cui ci si sveglia con il cuore in gola nel bel mezzo della notte, presi dall’ansia per poi guardarsi attorno, risintonizzare i propri neuroni e dire….  è stato solo un brutto sogno.

Venezia fortunatamente è ancora viva, lo si vede ogni  giorno, dal brulichio di gente che la mattina presto si mette in moto affrontando le difficoltà quotidiane che questa città impone:

il sali scendi dai ponti, permesso!, permesso chiamano a voce alta i facchini  trascinando carretti pieni di valige.

Dal traffico di pendolari che si incamminano a passo veloce per accalcarsi  nei vaporetti,

dalla massa di turisti che non manca mai

dai negozi che aprono (ma anche chiudono)

dai panni stesi

dal traffico di imbarcazioni sul Canal grande

il mercato del pesce

i caffè

Venezia mi piace immaginarla come una vecchia signora, dai tratti simil orientali e nonostante sappia mantenere il suo splendore, ha i suoi acciacchi, eccome se ci sono; ha bisogno di tenersi un pò riguardata e di alcune cure perché gli anni si sà, ci sono.

Ma chi frequenta questa signora se ne renderà conto?

A volte i molti che le fanno visita, pretendono un pò troppo da lei, a volte non si fanno molto riguardo nel darle uno spintone sciupandole il bel vestito o magari non si accorgono di quanto sia stanca e sia giunto il momento di raccogliere le proprie cose in modo diligente per tornarsene da dove si è venuti.

Ecco sarebbe bello vedere un pò più di attenzione per questa città, perché non si sa mai i nuvoloni impetuosi potrebbero arrivare per davvero !