La poltrona rossa

Sdruscita, consunta, anche un pò menomata, forse recuperata da qualche vecchio appartamento.

A chi sarà venuto in mente di allestire in questo modo la propria imbarcazione?

Forse un pescatore che ricerca un pò di comodità  durante il duro lavoro, oppure ad un tipo bizzarro, che vorrebbe simulare in modo roccambolesco una barca di grande stile?

Questa foto l’ho scattata qualche anno fà e mi ha sempre fatto un pò  sorridere.

Eppure a ben guardare la poltrona rossa ci sta proprio bene in questo insolito alloggio, sembra quasi invitante e voler invitare ad una passeggiata sulle acque; acque che scorrono fluide tra palazzi  secolari, tra muri scalfiti dal tempo;

muri che parlano di storia o che semplicemente raccontano una storia.

La comodità è assicurata, ed ha pure la sua importanza, si perché per poter ammirare cotanta bellezza non lo si può fare a passo veloce, oppure seduti su gradinate scansando la gente che passa.

Forse semplicemente la barca con la poltrona rossa, apparterrà ad uno strano personaggio, che vuole assaporare l’insolito paesaggio di una città di cui ancora tanto si parla, perché è stata costruita sull’acqua.

M.Elisa L.

Una domenica bestiale

Il titolo la dice lunga.

Oggi ho deciso, si va a Venezia.

La giornata è fresca, l’afa micidiale di giorni scorsi se né andata, pioviggina ancora un pò,  ma anche questo non è un problema: infatti chi ama questo genere di passione ( la fotografia) sa bene che le variazioni sul tema tempo sono sempre ben accette.

E così si parte. Ma nonostante i buoni propositi appena approdata in questa città che il mondo ci invidia, come dire, avrei fatto dietro front. Avevo sorvolato un piccolo dettaglio: è una bellissima domenica di Agosto quindi, una massa immane di gente in ogni dove, da pestarsi i calli.

Comunque mi sono aggiunta ai già presenti, per dare il mio contributo numerico.

Devo dire che nonostante mi trovi a Venezia, per me gli spunti non sono sempre così scontati. Guardando le foto dei grandi es. Roiter (oggi si concludeva la mostra dedicatagli) trovo che sia sempre più difficile fare delle belle foto street : non solo perché non sono Roiter (ahimè) ma anche perché lo stile della gente non è più lo stesso di allora, trovo che ci sia stato un tracollo nei modi e nella forma: donne con maglioncino abbinato a pantaloncini inguinali, gente  che passeggia con le ciabatte di plastica stile piscina e chi più ne ha più ne metta.  Quindi come amante della street, in queste circostanze si fa quello che si può e molto raramente me ne torno a casa soddisfatta.